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Alessano

Alessano è un comune di 6.581 abitanti del basso Salento, in provincia di Lecce. Sorge a 57 km dal capoluogo.
Il totale degli abitanti comprende i residenti ad Alessano (5.307) e i residenti nella frazione di Montesardo (1.328).

Il territorio del comune di Alessano, che si estende per 28 km², sorge sui modesti rilievi della Serra dei Cianci, nel Capo di Leuca. Confina a nord con i comuni di Tricase e Specchia, a est con i comuni di Tiggiano e Corsano e con il Mare Adriatico, su cui si affaccia per 1 km con la località Marina di Novaglie, a sud con i comuni di Gagliano del Capo e Castrignano del Capo, a ovest con quelli di Morciano di Leuca, Salve e Presicce.

Il territorio di Alessano fu abitato sin dai tempi più remoti, come testimoniato da diversi rinvenimenti rupestri.
Sotto il dominio normanno, la città assunse un ruolo preminente su tutto il Capo di Leuca, ruolo che conserverà per lungo tempo. Proprio in quel periodo la città divenne sede vescovile; tale rimarrà fino al 1818.
Furono i secoli XV e XVI in cui Alessano visse la sua stagione di massimo splendore. Durante la signoria di importanti famiglie nobiliari, quali i Della Ratta, i Del Balzo, i De Capua, i Gonzaga, i Guarini, i Trani, i Brayda, gli Ayerbo d'Aragona e gli Zunica-Sforza, che si succedettero nel corso dei secoli, la città divenne un importante centro commerciale, attraendo anche alcune famiglie di ricchi commercianti veneziani ed una piccola comunità ebraica, che possedeva una propria Sinagoga nell'odierna Via della Giudecca. Il centro urbano si arrichì così di pregevoli palazzi in puro stile rinascimentale che ancora oggi si possono ammirare. Attorno alla corte ducale fiorì un notevole movimento letterario. In seguito il centro decadde, fino a perdere gradualmente la posizione di preminenza.

Centro storico

Il ricchissimo centro storico del paese, tra i più grandi della provincia, ha un impianto tipicamente medievale, e si caratterizza per il dedalo di stradine che si snodano, si ramificano o si interrompono di colpo.
La strada principale del nucleo antico di Alessano, Via Alessio Comneno, è un susseguirsi di case "a corte", portali di manifattura catalano-ispanica e lavoratissimi balconi in stile barocco.

Chiesa Madre di San Salvatore

La Chiesa Matrice o Collegiata, dedicata a San Salvatore, è una costruzione settecentesca edificata sui ruderi di struttura più antica.
La facciata risulta incompleta ed è in stile tardo-barocco. Presenta tre portali d'ingresso; quello centrale è sormontato da una lapide in marmo e dallo stemma della città di Alessano.
L'interno a navata unica, è a croce latina. Conserva alcuni altari barocchi, fra cui quello centrale finemente decorato. L'opera di maggior rilievo e importanza è Tobiolo e l?angelo, tela di Paolo Finoglio, uno dei piú noti esponenti della scuola caravaggesca.
Fino al 1818 fu Cattedrale della soppressa Diocesi di Alessano.

Palazzo Ducale

Il Palazzo Ducale di Alessano, importante centro di cultura durante il governo dei Gonzaga, è un edificio fortificato con eleganti decorazioni che ne ingentiliscono l?aspetto.
Fu realizzato alla fine del Quattrocento, sotto il governo dei feudatari Del Balzo, di cui resta memoria nella stella a sedici punte simbolo della casata. Successivamente, nel XVI secolo i Gonzaga trasformarono il complesso nella propria residenza signorile.
Il palazzo subì numerosi interventi nel corso dei secoli, specialmente nei locali posti a pianterreno; conserva la sua primitiva struttura, invece, nella parte centrale del piano nobile e negli ampi e comodi scaloni ad esso accedenti. La bella facciata rinascimentale, non è più visibile dall'esterno, perché chiusa da un edificio fatto eseguire nell'ultimo decennio del '700 dal feudatario del tempo Nicolò Ayerbo d'Aragona, come lascia intendere una scritta incisa su una finestra: (Domus odit amat punit conservat honorabat nequitiam pacem crimina iura probos. A.D. 1794) La casa (Ayerbo d'Aragona) non sopporta la malvagità, ama la pace, punisce i reati, mantiene in vigore le leggi, onora gli onesti. Nell'anno del Signore 1794.
Nei primi anni del Novecento, il palazzo fu comprato da Carlo Sangiovanni, i cui eredi ne sono oggi i proprietari.

Palazzo Legari

L'edificio fu costruito nel 1534 in stile rinascimentale dal commerciante Donato Legari, originario di Tricase, come si evince da una scritta in latino sul prospetto principale. Questa residenza venne usata principalmente come luogo di ritrovo per amici e conoscenti.
La facciata presenta un portale con arco a tutto sesto con un'elegante cornice che poggia su due pilastri con capitelli. Al piano terra, si aprono quattro finestre con arco, mentre il piano nobile è animato da una successione di finestre architravate. Il coronamento è costituito da un cornicione leggermente aggettante con archetti pensili su peducci.
Il Palazzo divenne luogo di ritrovo della nobiltà e della ricca borghesia del tempo: al suo interno si svolgevano banchetti, feste e giochi d'azzardo.
Attualmente, l'edificio, di proprietà del Comune, è in restauro. Una volta ultimati i lavori sarà sede della biblioteca comunale e dell'archivio storico.

Palazzo Sangiovanni

Il palazzo si trova all'interno del nucleo antico del paese, posto sulla parte alta della cittadina, da cui domina il panorama circostante. Fu edificato sul finire del XV secolo durante la signoria dei Del Balzo.
La facciata presenta un elegante motivo bugnato a punta di diamante con un unico portale di ingresso, con arco a tutto sesto e cornice arricchita da eleganti motivi fitomorfi. Costruito su due piani, entrambi sono movimentati da una successione di finestre con arco a tutto sesto. Le finestre del piano nobile presentano una decorazione costituita da ritratti in bassorilievo e da stemmi.
Attualmente è di proprietà degli eredi Sangiovanni, da cui prende il nome.

Chiesa di Sant'Antonio

La Chiesa di Sant'Antonio da Padova fu costruita tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo. Un'epigrafe del 1671 all'interno della chiesa la annovera tra le costruzioni piú antiche di Alessano e la vuole costruita dallo stesso San Francesco Propriis manibus. Fa parte del Monastero dei Conventuali Francescani soppresso nel 1809. Attualmente è sede della Congregazione del Rosario.
La facciata, semplice e a doppio spiovente, con un motivo a piccoli archetti ciechi, presenta un solo portale sormontato da un piccolo frontone triangolare. Al centro della facciata, campeggia una successione di quattro ampie finestre con archi a sesto acuto. Sulla destra sorge il campanile.
L'interno ad aula unica, conserva una tela del '600, raffigurante l'Annunciazione e alcuni altari fra cui quelli dedicati a Sant'Antonio e al Crocifisso, tipici esempi di altari barocchi con colonne tortili e formelle scolpite.

Convento dei Frati Cappuccini

Il Convento dei Frati Cappuccini fu edificato, insieme all'attigua chiesa, nel 1628. Oggi, solo in parte è occupato dai Frati: l'edificio è stato, infatti, destinato ad ospitare principalmente la casa francescana di spiritualità dedicata a Don Tonino Bello. Con 22 stanze singole ed altre in comune, la struttura può ospitare circa 30 persone.
In passato, il Convento disponeva di una ricchissima biblioteca: nel 1884, su disposizione ministeriale ed a seguito della soppressione dell'ordine del 1861, i libri furono trasferiti nella Biblioteca Piccinno di Maglie.
La chiesetta del convento custodisce un altare in legno finissimamente intarsiato ed intagliato eseguito nel '700 ad opera di maestranze locali. Al centro di questa monumentale pala si trova una tela, Il perdono di Assisi, di epoca precedente attribuita a Frate Angelo da Copertino.

Macurano

Macurano è un villaggio rupestre posto lungo la direttrice che collega Alessano a Marina di Novaglie ed è considerato il simbolo della cultura dell'olio per la presenza di due frantoi ancora utilizzati: trappeto Sauli e trappeto Santa Lucia.
Il villaggio rupestre di Macurano fu anche una zona interessata dall'importante insediamento di monaci basiliani che vi si stanziarono per nascondersi e per rifugiarsi, dopo il loro approdo sulla costa salentina distante meno di 4 km. I monaci provenivano dal vicino Oriente da cui scapparono in seguito alla lotta iconoclasta. Trovato rifugio a Macurano, si dedicarono all'agricoltura, attività garantita dalla fertilità della terra ricca di acque di scolo provenienti dalla collina e che venivano raccolte in cisterne tramite un sistema di canalizzazioni, in parte ancora visibile.

Distanze dalle principali località del Salento

  • Leuca 13 km
  • Ugento 18 km
  • Maglie 27 km
  • Galatina 38 km
  • Otranto 38 km
  • Gallipoli 40 km
  • Nardò 48 km
  • Lecce 57 km
  • Porto Cesareo 64 km
  • Brindisi 95 km
  • Taranto 127 km

Immagini di Alessano

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